Civile

Immunità diplomatica e difetto di giurisdizione dell’A.G. italiana

La Corte di Cassazione, sezioni unite civili, con ordinanza n. 26661/16 depositata il 22.12.2016, sulla richiesta di reintegra del lavoratore di un istituto di cultura, organismo di uno Stato estero ha stabilito che il Giudice italiano non ha giurisdizione in forza della regola consuetudinaria sull’immunità degli Stati in quanto la richiesta di reintegra del lavoratore a seguito del licenziamento richiede accertamenti che interferiscono sul potere sovrano dello Stato. A rivolgersi alla Suprema Corte era stata l’Accademia reale di belle arti spagnola con sede a Roma che aveva licenziato un proprio dipendente che aveva impugnato il licenziamento innanzi al Tribunale italiano

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Confermata la costituzionalità della legge Severino

La Corte Costituzionale con sentenza n. 276 del 16.12.2016 ha confermato la costituzionalità della legge Severino in quanto le misure dell’incandidabilità, della decadenza e della sospensione non hanno carattere sanzionatorio, rappresentando solo conseguenze del venir meno di un requisito soggettivo per l’accesso alle cariche elettive per cui ha ritenuto che non trova applicazione in materia penale il principio di legalità. I rimettenti in effetti avevano lamentato la violazione del principio di irretroattività delle norme penali essendo l’applicazione della legge Severino limitata alle sentenze di condanna relative a reati consumati dopo la sua entrata in vigore. La questione non è fondata:

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Legittimità costituzionale della sospensione dei termini feriali degli atti del processo esecutivo

Con sentenza n. 191 del 20.7.2016 la Corte Costituzionale ha confermato la costituzionalità dell’art. 3 n. 742/1969 che non si applica al procedimento esecutivo: la sospensione feriale dei termini. L’intervento della Corte è stato sollecitato dal GdE che ha sollevato la questione di legittimità costituzionale della richiamata norma per violazione del canone di ragionevolezza e del principio di uguaglianza rilevando che “l’esclusione della sospensione dei termini durante le ferie degli avvocati non debba riguardare solo i giudizi di opposizione all’esecuzione, ma debba estendersi anche al processo esecutivo, in ragione della esigenza di sollecita definizione, comune ad entrambi i procedimenti”. La

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Il valore probatorio della ricevuta di avvenuta consegna

La Corte di Cassazione con sentenza n. 15035 del 21/7/2016 si è pronunciata sul valore probatorio della ricevuta di avvenuta consegna della PEC. Richiama la Corte il DM 44/2011 che stabilisce che                             “le comunicazioni e le notificazioni telematiche su iniziativa del cancelliere si intendono perfezionate nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna da parte del gestore di posta elettronica certificata del destinatario”. La trasmissione telematica, in forza del rinvio all’art. 48 c. 2 D.Lg. n. 82/2005, equivale alla notificazione per mezzo della posta per cui la ricevuta di avvenuta consegna (RAC) fornisce la prova al mittente

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La riforma della magistratura onoraria

Sulla G.U. n. 99 del 29.4.2016 n. 57 è stata pubblicata la l. n. 57/16 del 28.4.2016 “contenente delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace”. Innanzitutto, non vediamo le ragioni di questa delega: trattandosi di una legge di riforma della magistratura onoraria – che tanta parte ha nell’organizzazione della giustizia in Italia – sembrava corretto arrivare ad una legge che fosse condivisa da tutti i gruppi parlamentari, all’esito di un confronto democratico su una legge che dovrebbe costituire un pilastro nella riforma della giustizia. Ma ormai il governo in Italia,

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Le specializzazioni forensi: prima parziale modifica del regolamento

Con sentenza del 14.4.2016 il TAR Lazio ha parzialmente accolto i diversi ricorsi presentati dall’ANAI, OUA e ANF, Ordini Forensi e singoli avvocati presentati contro il regolamento specializzazioni. In particolare il TAR ha respinto in blocco ben sei dei motivi posti a base del ricorso, accogliendo solo il terzo dei motivi con il quale i ricorrenti hanno censurato l’art. 3 del regolamento concernente la individuazione dei settori di specializzazione la quale a giudizio dei ricorrenti – si legge in sentenza “sarebbe intrinsecamente irragionevole ed arbitraria oltre che illogicamente omissiva di discipline giuridiche oggetto di codificazione o di discipline oggetto di

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La legge Pinto sotto la lente della Consulta

La Corte Costituzionale è stata chiamata a pronunciarsi sulla questione di legittimità costituzionale dell’art. 2 c. 2 bis  e 2 ter della legge Pinto come aggiunto dall’art. 55 comma, lett. a) n. 2) del d. l. n. 83/12 convertito con modificazioni dall’art. 1, comma 1, della l. n. 134/2012, in riferimento agli artt. 3, comma 1, art. 111 comma 2 e 117 comma 1 Costituzione, in relazione all’art. 6 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. In effetti, la Consulta, come ipotizzato dal Giudice a quo che aveva sollevato eccezione di legittimità degli articoli

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Rimborsi spese e gettoni di presenza per i componenti del CNF

Con un regolamento adottato alla chetichella, il CNF si è auto assegnato, per la prima volta nella sua storia, compensi per l’attività istituzionale svolta che partono da un minimo di 50.000 euro per vicepresidente e tesoriere ad un massimo di 90 mila euro per il presidente, passando per i 70 mila del segretario. Somme che si aggiungono al rimborso spese. Ai consiglieri “semplici” sono riconosciuti solo 650 euro per ogni seduta, sempre al netto delle spese rimborsate. Una novità che ci lascia davvero perplessi che va contro il principio della gratuità della funzione e del contenimento dei costi. Un vero

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Ennesima mini-riforma del processo civile

Abituato, ormai da decenni, il legislatore – o meglio dire il Governo – ad interventi-tampone, all’orizzonte si profila una nuova mini-riforma. La Commissione Giustizia della Camera dei Deputati in data 16.2.2016 ha dato via libera al disegno di legge n. 2953. L’obiettivo è di rendere più celere il processo civile.                        Si prevede un allargamento delle competenze delle sezioni specializzate in materia d’impresa. Ancora una volta il Governo attuale punta ad un rafforzamento della struttura che si occupa della materia societaria quasi ad identificare una corsia di preferenza per le vicende legate alla vita economica. Per il diritto di famiglia si

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Nuove modifiche della Legge Pinto

Come se non fosse bastata l’ultima modifica della legge Pinto (l. 134/12), oggi è intervenuta anche la legge di stabilità a rendere più difficile il percorso per ottenere un indennizzo per l’indebita durata del processo. L’obiettivo del Governo infatti non è quello di utilizzare le risorse per ridurre i tempi dei processi e mettersi al passo con l’Europa ma quello di ridurre i costi. Rispetto alle norme attuali che prevedono un indennizzo da 500 a 1.500 Euro per ogni anno di ritardo, si passa da un minimo di 400 ad un massimo di 800 Euro ma vi può essere un’ulteriore

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Prescrizione anticipata della Lira

Recentemente la Consulta con sentenza del 5.11 n. 216/15 ha dichiarato la incostituzionalità del d.l. n. 201/2011 (cd. “decreto salva Italia”) convertito in legge n. 214/2011 nella parte in cui disponeva la prescrizione anticipata, con effetto immediato, delle lire ancora in circolazione alla data del 6/12/2011. La pronuncia trae origine dalla rimessione del Tribunale di Milano nel corso di un giudizio in cui gli attori avevano chiesto la condanna della Banca d’Italia al pagamento del controvalore delle lire in loro possesso, oltre al risarcimento dei danni, dopo aver tentato invano di convertire le banconote in loro possesso in euro prima

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E’ competente l’AGO a decidere sull’allontanamento del lavoratore extracomunitario

Così ha deciso la Cassazione con sentenza n. 13.570 del 2.7.2015. Il caso. Un cittadino del Bangladesh all’arrivo in Italia presentava richiesta di asilo politico, cui successivamente rinunziava, in quanto il proprio datore di lavoro presentava domanda di emersione dal lavoro irregolare. A seguito della rinuncia formulata dal richiedente asilo politico, senza tener conto della domanda presentata dal datore di lavoro, il Questore emette un decreto di espulsione. Impugnato dal lavoratore innanzi l’AGO. Il Tribunale adito di Roma con sentenza del 21.5.2013 declina la propria giurisdizione a favore di quella amministrativa rilevando che “la controversia ha ad oggetto interessi legittimi

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